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"Riflessioni sul processo della Regina" Germaine Necker Madame de Staël Figlia del famoso banchiere Necker, ministro di Luigi XVI, M.me de Staël vive una intensa infanzia in un ambiente intellettuale e mondano di primordine. Nel 1786, sposa l'ambasciatore della Svezia a Parigi, il barone Erik Magnus de Staël-Holstein (1749-1802), di diciotto più grande. Va a vivere in rue du Bac ed apre un salotto mondano che la Rivoluzione, presto, trasforma in salotto politico. Aderisce inizialmente alla Rivoluzione con entusiasmo, ma, nel 1792, spaventata dai suoi eccessi, la condanna e deve allora rifugiarsi al castello di Coppet, in Svizzera, dove vive il suo primo esilio. Dopo il Termidoro, ritorna a Parigi nel maggio 1795 e riapre il suo salotto di rue du Bac, dove tenta di mediare tra aristocratici e Giacobini. Ma le sue libere critiche, le sue aspirazioni alla libertà ed al cosmopolitismo la rendono sospetta ai Direttori e, nel dicembre, è nuovamente in esilio a Coppet, quindi ritorna a Parigi, dove svolge un ruolo politico di primo piano fino al 18 brumaio (colpo di Stato di Napoleone). A partire da questa data, apre il suo salotto a tutti i nemici di Bonaparte. Nonostante fosse in competizione con la regina Maria Antonietta nel cuore di Axel Fersen, (candidata per diventare sua moglie) scrisse queste pagine memorabili (da vera femminista ) in difesa di Maria Antonietta e contro gli eccessi del grande terrore mettendo in guardia i Francesi dal rimorso collettivo puntualmente rivelatosi ed ancora presente fino ai nostri giorni. RIFLESSIONI SUL PROCESSO DELLA REGINA Avvertimento. Il mio nome, non poteva essere utile, deve restare sconosciuto;ma, per affermare limparzialità di questo scritto,ho bisogno di dire che,tra le donne chiamate per vedere la regina, io sono una di quelle che meno di tutti ha avuto, con questa principessa, relazioni personali; queste riflessioni meritano dunque la fiducia di tutti i cuori sensibili, perché esse non sono inspirate che per limpulso di cui sono tutte animate. |
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Il mio progetto non è per niente di difendere come un giureconsulto;
ignoro di quale legge ci si può servire per raggiungerlo,
ed i suoi giudici loro medesimi non ci proverebbero farcelo apprendere;
quello che loro chiamano opinione, quello chessi credono la politica,sarà il loro
motivo e il loro scopo.
Le parole darringa,di prova, di giudizio,
sono una linguaggio di convenzione tra i popoli ed i loro capi;ed è ad
altri sintomi che si può presagire la sorte di questa illustre infortunata.
Io sto dunque per parlare solamente allopinione, analizzare la politica, raccontare quello che ho visto, quello che io so della regina, e rappresentare le conseguenze orribili che avrebbe la sua condanna, voi, donne di tutti i paesi, di tutte le classi sociali, ascoltatemi con lemozione che io provo! Il destino di Maria Antonietta racchiude tutto quello che può toccare il vostro cuore, se voi siete state felici ella lo è stata; se soffrite,da un anno, da più lungo tempo ancora hanno straziato il suo cuore;se voi siete sensibili,se voi siete madri, lei ha amato con tutte le forze dellanima, e lesistenza ha ancora il prezzo chessa conserva, tanto che possa a noi restare degli oggetti che ci sono cari. Io non voglio attaccare né giustificare alcun partito politico, Io temerei di distrarre o di allontanare un solo interesse dellaugusta persona che sto per difendere: repubblicani, costituzionalisti, aristocratici, se voi avete conosciuto la disgrazia, se voi avete avuto bisogno di pietà, se lavvenire offre ai vostri pensieri un timore qualsiasi, riunitevi voi tutti per salvarla. Che! La morte terminerebbe una cosi lunga agonia! Che! La sorte di una creatura umana potrebbe andare cosi lontano in sventura! Ah! Respingiamo tutti il dono della vita , non esistiamo più in un mondo dove tali fortune vagano sul destino! Ma devo contenere la profonda tristezza che mi opprime; io non vorrei che piangere,e tuttavia bisogna ragionare, discutere un argomento che mi sconvolge lanima ogni istante. La calunnia si è attaccata a perseguitare la regina, anche prima di questepoca dove lo spirito di partito ha fatto sparire la verità dalla terra. Una triste e semplice ragione ne è la causa, è che lei era la più felice delle donne. Maria Antonietta la più felice! Ecco! Tale fu la sua sorte, ed il destino delluomo è adesso cosi deplorabile, che lo spettacolo di uneclatante prosperità non è nientaltro che un presagio funesto. Quante volte non ho io inteso raccontare larrivo in Francia della figlia di Maria Teresa, giovane, bella, riunendo allo stesso tempo la grazia e la dignità, tale come ci si immaginava la regina dei Francesi! Imponente e dolce,lei si poteva permettere tutto quello che la sua bontà inspirava, senza mai far perdere niente alla maestà del rango che si esigeva da lei di rispettare. Lebrezza dei Francesi vedendola fu inesprimibile; il popolo la ricevette, non solo come una regina adorata,ma sembrava anche essergli grato per essere affascinante e che le sue grazie incantevoli operavano sulla moltitudine come sulla corte che la circondava. Meno di cinque anni fa tutta la sua vita politica, tutto quello che lei ha meritato lamore o lodio aveva auto luogo, meno di cinque anni fa ed io ho visto tutta Parigi precipitarsi sui suoi passi con trasporto: queste stesse strade che gli hanno fatto percorrere di supplizio in supplizio erano cosparse di fiori al suo passaggio; lei deve riconoscere gli stessi benvenuti che lhanno accolta, le stesse voci che che si levavano al cielo implorandolo per essa. E dopo questo periodo cosè arrivato? Il suo coraggio e la sua disgrazia. Questentusiasmo il cui ricordo si aggiunge allamarezza del suo destino, questentusiasmo il cui ricordo deve così inquietare i francesi e renderli sospettosi dei loro nuovi giudizi, lo si ricusa oggi come un errore; ma è anche vero che nessuno differisce quanto lei dalla reputazione che i suoi nemici hanno tentato di donarle; non si è cercato la verosimiglianza nella menzogna, tanto si è contato sullinvidia che sa così ben rispondere allorribile aspettativa dei calunniatori. La regina per prima cosa non si è occupata di affari che per compiere qualche atto di beneficenza o di generosità; qualche volta si è trovato che fosse troppo facile per le une e per le altre; e questa donna, così coraggiosa in presenza della morte, ha potuto essere accusata di debolezza quando la disgrazia o lamicizia desideravano servirsi de lei; ma percorrendo i registri delle finanze, si può vedere che i suoi stessi doni non si sono elevati che alla somma più moderata, e bisogna fuorviare il popolo per giungere a persuaderlo che le imposte delle quali era sovraccaricato erano per causa di consumi che non raggiungevano tuttavia ad un quarto della lista civile decretata dallAssemblea costituente. La guerra in America, le depredazioni dei ministri, gli abusi di ogni genere sconosciuti ad una giovane regina, come alla maggior parte degli uomini di stato di quel tempo, causarono questo deficit nelle finanze, i cui effetti sono stati così terribili; ma è possibile osare attribuire questo deficit a due o tre milioni distribuiti ogni anno in beneficenza, di cui la maggior parte ritornava nelle mani dei poveri e degli sfortunati? Voi che lei ha soccorso, voi che fate parte di questo popolo oggi potente, dite se soffrirete che per il nome dei vostri interessi si punisca la regina per i generosi effetti della sua pietà per voi! E voi, madri di famiglia, che una così toccante predilezione la impegnava a preferire, dite se siete voi che chiedete che la si accusi per i doni che lei vi ha prodigato! Il re amava la regina con tenerezza, e la sua dedizione per lui, e le sue virtù materne ben giustificano questo sentimento; ma tuttavia egli non la consultava quasi mai sulle cose dei suoi ministri. M. de Maurepas, dai primi giorni del regno di Luigi XVI, si mostra contrario alla regina; era geloso della sua giovane influenza su di un giovane re; e riuscì ad allontanarla assolutamente dagli affari di cui i gusti della sua età lallontanavano già naturalmente. M. de Maurepas fece licenziare due ministri cittadini, M. Turgot e M. Necker, e la regina mostra pubblicamente che li stimava e li rimpiangeva entrambi. M. de Vergennes continua gravemente i frivoli sistemi di M. de Maurepas, e temendo ugualmente lascendente della regina, spinse il re a liberarsene. M. de Colonne gli successe, e niente è più conosciuto dellenergica avversione della regina per questo ministro, il cui spirito amabile tuttavia sembrava dover sedurre coloro il cui giudizio non sarà unicamente guidato dalla riflessione. La regina, che trovò nella facilità del carattere di M. de Colonne molti mezzi per soddisfare i gusti più prodighi, la regina uscendo dimprovviso dal cerchio abituale dei suoi doveri e dei suoi amici, attacca questo elegante ministro con lausterità della morale e della ragione, convince il re a licenziarlo, e segna con questatto, e con la nomina dellarcivescovo de Sens, la sua prima influenza sugli affari pubblici. Faccio appello a tutti coloro, vissuti a corte, hanno potuto conoscere con certezza la storia intima della Francia; è unaltra epoca del regno del re che la regina gli ha fatto adottare i suoi consigli? E non è certo che fino a quel momento ha gioito dello splendore del trono senza ricercare lautorità? Il ministero dellarcivescovo de Sens, causa immediata della rivoluzione, può essere biasimata dai partigiani del sistema aristocratico; ma sicuramente i democratici dovevano approvarlo; e con questa amministrazione che il germe di tutti i loro principi si è sviluppato. Il ministro contrappone lui stesso le comuni al Parlamento, alla nobiltà, al clero; il re dichiara che il potere dimporre non gli apparteneva; gli Stati generali furono promessi, tutti i francesi invitati a pubblicare i loro annunci sul modo di convocazione, infine gli osservatori di quel tempo cedettero dindovinare che larcivescovo de Sens voleva una rivoluzione in Francia, e dopo, ha dato il suo più autentico consenso. Ignoro fino a che punto la regina sapesse il suo segreto; ma quando il solo ministro che lei ha fatto nominare si è mostrato democratico, quando la sola epoca nella quale ha preso una qualche parte agli affari, quella in cui i principi della rivoluzioneranno cominciato ad essere ammessi, come la si può accusare di essere nemica della libertà? Come si può trovare in lei dei crimini? Dei crimini? Ah! Quale espressione parlando di lei! Nella sua giovinezza forse è stata brillante e leggera, forse allora confidava troppo nella fortuna; ma il suo carattere non si è pronunciato, in età matura, che per tratti di coraggio e di sensibilità che suppongono tutte le virtù. Cosa si è fatto per staccare i francesi da questo amabile oggetto fatto per piacere a loro? Si è detto loro che Maria Antonietta detestava la Francia, che era austriaca; ed è con questo nome che nella loro ira i suoi nemici lhanno sempre chiamata, certi di abbattere lo spirito del popolo, che una parola smarrisce, che una parola raduna, e che non si appassiona mai tranne per idee espresse da una sola parola. Tutti i cuori erano pronti ad amare Maria Antonietta; il mezzo più sicuro dellinvidia per allontanarli era di persuaderli che non avrebbero ottenuto che odio per il prezzo del loro amore; ci sono riusciti presto. Tuttavia era abbastanza insensato credere che la regina partita da Vienna a tredici anni, non potendo ottenere che un ruolo secondario nella sua patria, preferiva questa patria alla Francia, di cui era regina! Alla Francia, soggiorno così delizioso; ai francesi, con i quali la sua grazia e la sua gaiezza allora le donavano tanta analogia. Ah! Quando nominandola parlo di splendore e di gioia, il mio cuore si stringe dolorosamente; mi ricordo questa tomba presso quei luoghi dove si sono date feste, con questa iscrizione: e anchio, vivevo nellArcadia; esiste ancora quella sfortunata che mi rappresenta questo ricordo; ma ahimè! Questa triste illusione non è che la più straziante: le feste, cera un trono; la tomba, cè una cella. Tutte le verosimiglianze confermano lattaccamento della regina per la Francia; e quali fatti si possono addurre per distruggere delle congetture così forti? Lalleanza dellAustria con la Francia? È stato nel 1756, prima della nascita di Maria-Antonietta, che è stata conclusa; dopo, non si è presentata nessuna ragione per romperla, nessun ministro propose di rinunciarvi. È vero che la regina non si è immischiata nella politica di Francia unicamente per confondere sua madre o suo fratello con suo marito; è vero che tutta la sua vita è una dimostrazione del suo rispetto per i vincoli della natura; ma una virtù, lontano dallo spaventare, deve rassicurare su tutte le altre; si garantiscono reciprocamente: e se la regina si fosse mostrata lavversaria della propria famiglia, sarebbe allora che la sua patria adottiva, che la Francia avrebbe dovuto diffidare di lei. La luce è stato portato su tutto ciò che si credeva più segreto; migliaia di osservatori sono stati incaricati di esaminare le traccie dellantico governo: si è onorata la denuncia, spaventate la fedeltà, offerto al terrore la sicurezza libera dalla vergogna; al fanatismo, il successo al riparo dal pericolo; tutte le passioni umane sono state messe in libertà per dirigersi tutte contro la potenza passata, contro oggetti che si ricorda daver invidiato, ma che si è certi di non poter più temere. Ed ecco i mezzi per lattacco, e vedete quali sono le prove, i fatti che si sono conquistati! Esiste un solo indice della connivenza della regina con gli austriaci, di un soccorso particolare dato dalla Francia a questa corte, di un solo andamento straniero al trattato pubblico concluso tra le due potenze? Ah! La più bella giustificazione di questa disgraziata vittima, sono le accuse con quali la si opprime! Che ondata, che furore, che insulti, che abilità, che mezzi estranei alla verità, ma più efficaci della verità su di un popolo appassionato: tali mezzi non potevano fare illudere gli uomini illuminati, e nulla sapeva diminuire lamarezza della loro pietà. Ciononostante, per eccitare la moltitudine, non si è smesso di ripetere che la regina era la nemica dei francesi, e si è dato a questa accusa le forme più feroci. Non conosco niente di più colpevole che rivolgersi al popolo con movenze appassionate; le si può perdonare allaccusato, ma nellaccusatore leloquenza e un assassinio. Questa classe della società, che non ha il tempo di opporre lanalisi allasserzione, lesamina con lemozione, governerà nel modo in cui è trascinata, così, accordandole un gran potere, non si compie affatto un crimine nazionale di qualsiasi tipo con lalterazione della verità. La verosimiglianza non è niente per luomo che in passato non ha riflettuto; al contrario, più è meravigliato, più gli piace credere. La regina avrebbe voluto linfelicità dellimpero sul quale regnava, della nazione sulla quale riposava la sua gloria, la sua felicità e la sua corona! Ma è abbastanza giudicarla per il suo interesse: merita di più, è buona per sua natura, è buona a suo proprio pericolo. Dite, voi che laccusate, dite qual è il sangue, quali sono le lacrime che ha mai fatto scorrere? In queste antiche prigioni che voi avete aperto, avete trovato una sola vittima che accusa Maria-Antonietta della sua sorte? Nessuna regina, durante il periodo della sua potenza, si è vista calunniata cos pubblicamente; e più si era certi che lei non voleva per niente punire, più hanno moltiplicato le offese. Si sa che fu loggetto dinnumerevoli atti dingratitudine, milioni di libelli, di processi disgustanti, e si cerca invano le tracce di unazione vendicatrice. È dunque vero che lei non ha causato la disgrazia di nessuno, colei che soffre tormenti inauditi! Non risentono lo stesso dei risentimenti nei supplizi che le hanno fatto provare! A cosa è dunque arrivato luomo per abiurare così tutti i sentimenti dumanità? Come si è potuti giungere a rinnovare in uno stesso popolo questo inesauribile furore? Quale forza o quale debolezza dona a delle passioni fittizie questo terribile ascendente? La condotta della regina, mentre ha regnato, quando i suoi veri sentimenti si potevano soddisfare senza timore, è stata di una bontà perfetta; come avrebbe sviluppato un carattere così differente da quello che aveva dimostrato fino ad allora, nel momento stesso in cui si è trovata alle prese con la disgrazia? Ella ha riunito tutte le sue forze per una risoluzione sublime, per una risoluzione che il cielo può solo ricompensare, quella di legarsi alla sorte del suo sposo e dei suoi figli. Malgrado tutti i pericoli dai quali ogni istante era minacciata, Francesi, una seconda volta si è affidata a voi. La venerazione dellEuropa non potrà mai staccarsi dalla memoria di Luigi XVI, e la più grande gloria della regina è la dedizione al suo sposo; ciononostante le variazioni di sistema che si può rimproverare agli ultimi tempi dellamministrazione sono una prova manifesta che i suoi principali agenti non erano sottomessi allautorità della regina; è un fatto positivo che la maggior parte tra loro potevano appena vantarsi di averla vista, e nelle loro deliberazioni nessuno ha potuto riconoscere lintrepida fermezza della figli di Maria-Teresa. Si sa solamente che il 6 ottobre, il 20 giugno, il 10 agosto, quando le fu proposto di difendersi dallaccusa di aver sparso il sangue dei francesi, la regina non ascolta più che i sentimenti di una donna, la sollecitudine di una madre, e non ridiventa un eroe che al momento in cui si minacciava la sua vita. Voi che lavete vista guardare i suoi bambini, voi che sapete che nessun pericolo potrebbe risolverla a separarsi dal suo sposo, mentre tante volte le strade le furono aperte per tornare nella sua patria, credete voi che il suo cuore era barbaro o tiranno? Ah! Chi sa amare non ha mai fatto soffrire; chi può essere punito???? la vendetta celeste. Si, se tra i giudici di Maria-Antonietta, ce nè uno che sia padre, che prova una dolce affezione, egli sarà suo difensore. Listinto dellanima gli farà scoprire la verità, malgrado le trappole della calunnia, e dei ricordi e dei raffronti sensibili lo rendono incapace di finire una tale disgrazia. Ma di quale astuzia non si è servito lodio! Sa, come lamore, tutti coloro che può turbare, e prima ha cura di indurire i cuori. Si cerca bassamente di eludere il rispetto che deve ispirare la regina, con questo genere di calunnia con cui è così facile far appassire tutte le donne, con questo genere di calunnia di cu lingiustizia stessa può svilire quasi quanto la verità; ma ciononostante la regina è, per il suo destino, al di sotto di questa comune sorte delle donne;troppo splendore circonda la sua esistenza per non dissipare tutte le menzogne. Coloro che la hanno circondata, i soli veri giudici della sua vita privata, sanno che lei ha sempre praticato le virtù che dopo quattro anni la fecero ammirare dallEuropa intera. Lanima sindeboliva degradandosi; e colei che con la sua sola fierezza si è ingrandita nella sfortuna, si è ripresa in presenza delloltraggio, né sera mai abbassata ai propri occhi. Voi proverete invano ad umiliarla, voi la chiamerete con nomi disprezzanti, voi la getterete in una prigione infamante, voi la trascinerete alla barra del vostro tribunale; ma ovunque lei vi apparirà come la figlia di Maria-Teresa. Oggi credevate di vederla, quando il 6 ottobre avanza sul balcone in presenza del popolo, tra i due suoi bambini, il fascino del suo cuore e la gloria della sua vita: la moltitudine irritata le gridava, nessun bambino. La regina, a quelle terribili parole, temendo di far loro condividere i suoi pericoli, si affretta ad allontanarli; ma ritorna subito per consegnarsi sola, o per non disonorare la nazione francese parendo di sospettarla. La sera dello stesso giorno, calma come in una entrata trionfale, si rivolge al sindaco di Parigi, per assicurarlo che lei e il re si rimettevano con fiducia alla custodia del popolo di Parigi. Vi ricordate il 20 giugno, quando la sua sola presenza ha disarmato i progetti che in seguito sono esplosi: restata bella a forza di coraggio, i suoi nemici non furono più ascoltati dal popolo che la guardava; ma alla fine di questo giorno memorabile, i suoi figli furono da lei separati dalla moltitudine che la circondava; in quellistante tutta la sua calma labbandona, un granatiere della Guardia Nazionale la riporta tra le sue braccia, e, elevandola al di sopra della folla per mostrarglieli, allunga per un momento la felicità della madre: la regina, allora cadendo in ginocchio, si prosterna davanti al suo liberatore: augusta riconoscenza, spettacolo più imponente dello stesso trono dal quale lei discendeva! Ma se davanti al tribunale dove la regina doveva essere condotta, conserva ancora tutta la sua fierezza, il popolo per lo meno non si irrita davanti a questo spettacolo! Se voi volete indebolire questo grande carattere, conducetele i suoi bambini; ma non sperate niente dai vostri supplizi, non le impediranno di restare tuttintera per il giudizio della storia e per la dignità del suo nome. Ah! Lontano dallodiarla, interessatevi a questo sublime esempio; se siete repubblicani, rispettate le virtù che dovete imitare: questanima che non sa curvarsi, questanima avrebbe amato la libertà romana, e voi avete bisogno della sua stima, anche quando la perseguitate. Si prova tanta pena nel concepire la possibilità di unatrocità, che costa eccessivamente lattaccarsi allesame dei motivi che potevano deciderla; lo si fa tuttavia per meglio combatterla, e io tento questo lavora così penoso e nuovo. Gli uomini principali di un partito popolare cercano tutti i mezzi per legare il popolo indissolubilmente alle loro proprie cause; sanno che in tutte le rivoluzioni la gloria a linverso non appartengono che ai capi; e, temendo che il popolo non si fida di questa certezza, vogliono identificarsi con lui in tutti i modi; cercano di persuaderlo che è il vero autore degli atti che non gli lasciano in seguito nessuna speranza di ritorno. Prima di tutto lesecuzione del re riunisce questi crudeli vantaggi. La Convenzione, per moltiplicare i giudici di Luigi XVI, sè fatta applaudire da spettatori numerosi; si è assicurata di molteplici recapiti di diversi dipartimenti del reame; ha ordinato che centomila uomini in armi, il giorno della morte del re, acconsentisse, con il proprio silenzio, a questa terribile catastrofe. Se la suddivisione infinita di questa enorme azione non era sufficiente per legare la nazione al destino di coloro che lhanno ordinata, se pensava che non si può distruggere un popolo, e che le vendette individuali non sapessero attendere loscura moltitudine: se la nazione, dico io, era rassicurata da questa opinione, e che non temeva niente per se stessa per la morte del re, è quella della regina che poteva spaventarla? Mi sembra, è vero, che ci è stato nel supplizio di questa sfortunata principessa qualche cosa ancora più disgustoso per le anime generose: straniera, donna, si sono violate in lei le leggi dellospitalità e quelle della natura. Le circostanze attuali così forse darebbero a questo oltraggio una più alta importanza politica; ma queste considerazioni non sono fatte che per colpire un piccolo numero, e niente saprebbe uguagliare il terribile spettacolo dellesecuzione del re. La condanna della regina sarebbe dunque un crimine inutile, e proprio per questo più avvilente; ci vedremo o il bisogno della ferocità, o il terrore e il panico dei rimorsi. Simmaginava di raddoppiare il coraggio del popolo inebriandolo col sangue di una nuova vittima? Ma questa terribile risorsa adesso è sposata: si è talmente abituati allidea della morte, gli oppressori come gli oppressi hanno talmente familiarizzato con lei, che prodigarla ancora non ecciterà più nessun tipo di emozione. Infine si vorrà dare al popolo una più grande fiducia nella situazione degli affari, mettendogli sotto gli occhi una soluzione più pericolosa di tutte le altre? Ma come sarà fatto questo calcolo! Chi presuppone la calma, è la saggezza delle deliberazioni; ma tutti gli eccessi sono ugualmente una prova del malessere dellanima. Solo la ragione preserva dai pericoli, o testimonia che si è cessato di temerla. Questi motivi, si potrebbe dire, questi motivi non sono la vera causa del pericolo che minaccia la regina; ma il suo nome, ma i suoi figli ispirano più interesse del resto della famiglia dei Borboni, più voti si riunivano attorno a lei: è dunque necessario sbrigarsi ad immolarla. E sapete perché questa augusta sfortunata affascina ancora i cuori francesi? Perché si è certi che i suoi sentimenti sono stati favorevoli alla vera libertà; perché si ha la prova che si è costantemente opposta ai progetti ostili contro la Francia, e perché non ci si è voluta prestare; perché la sua morte favoriva in più modi coloro concepivano la speranza di asservirvi; e infine perché lei ha più moderazione e meno risentimenti, perché ha ricevuto la disgrazia come un angelo e come un filosofo; perché ha tutte queste virtù più che dei sostenitori: è così su queste accuse che la condannerete? Non osereste confessare questo segreto; ma potreste sperare di nasconderlo? E non sapete che tutto ciò che è scritto con lettere di sangue sarà letto dalluniverso! Ma il vostro interesse combatte ancora questo nuovo argomento; la sensazione che le anime sincere non possono staccarsi mai da una grande disgrazia, ricadrà successivamente sugli individui di questa famiglia che sopravvivono a coloro che si immola. I francesi che versarono lacrime per il destino del re hanno consacrato alla regina laffetto straziante che provavano per il suo sposo; se la regina morisse a sua volta,se il piccolo infante, erede di tante sfortune, morisse privato delle cure della sua commovente madre, ci si attaccherebbe ai resti di questa razza reale perseguitata, e i principi che si respingono oggi si interesseranno a loro quando non esisteranno più. Ah! Se temete la regina perché la si ama prima, è lei tuttavia la cui libertà, il cui soggiorno fuori dalla Francia vi sarà meno temibile; sono gli ostacoli che possono irritare lambizione, ma le disgrazie che Maria-Antonietta ha sofferto disingannano gli uomini e la vita; uscendo dalla tomba non si aspira al trono, liberata da infelicità così lunga fino al bisogno di felicità. La sua pietà religiosa, la sua tenerezza devota, tutto vi garantisce che ha staccato il suo cuore da se stessa, e che il ritorno allesistenza, alla natura, basteranno per occupare i pochi anni in cui le restano ancora la forza. Forse ci si riserva la sua liberazione come mezzo per negoziare con gli austriaci? Senza dubbio, rimettendo tra le mani dellimperatore la regina e i suoi bambini, si otterrebbe molto dai nipoti di Maria-Teresa, e lEuropa intera è talmente commossa dalla sorprendente storia di queste illustri vittime, che facendo cessare le loro infelicità, si alleggeriva coloro che ci pensano; ma nel momento in cui le considerazioni politiche sottrarrebbero le potenze dal cedere alla voce dei sentimenti, quale vergogna pei i francesi condannare la regina perché lei sarà senza difesa! Avrebbero accordato la sua vita al terrore, le rifiuterebbero la giustizia, e la loro rabbia atroce e pusillanime si eserciterebbe su una donna, quando si saranno assicurati che è senza appoggio. No, io non ci posso credere; no, il passato quale è stato, non può dare ancora lidea di una tale azione. Ma coloro che consigliano questo oltraggio, ignorano che aggiungeranno energia allarmata austriaca con la notizia del supplizio di Maria-Antonietta? Quelli che hanno raddoppiato la forza delle truppe francesi in un anno, quelli che rendono le guerre civili più sanguinose di tutte le altre, ogni soldato fa più che obbedire, egli combatte per proprio impulso, per il successo del suo proprio sentimento individuale. Eh bene! Voi avrete creato tra i tedeschi un movimento nazionale sacrificando la figlia di Maria-Teresa! Non è ungherese che non vede in voi un nemico personale. Ah! Quando giurarono allillustre madre di Maria-Antonietta di morire per difendere i suoi figli,quando una voto libero, universale, rivestito di tutti i caratteri di sovranità che voi riconoscete, lega il popolo alla sua causa, pensate che se il genio della storia ha loro presentato sua figlia prigioniera, oltraggiata, immolata, questa nazione non abbia ripetuto mille volte il giuramento di vendetta? Voi non dovrete combattere i satelliti di un despota, ma i coraggiosi amici di una disgraziata vittima, soldati a loro volta entusiasti, invincibili come i veri difensori di una libertà generosa. Forse unoscura passione persuaderà alcuni di voi che niente potrà diminuire lorrore che ispirano i giorni sanguinanti dei quali siamo stati testimoni; ignoro se esista un termine aldilà del quale nuovi avvenimenti non producono più nuove sensazioni, ma è almeno certo che la Francia,governata, dominata successivamente da tanti individui diversi, non carica nessun uomo del peso della storia di tutti, e permette a ciascuno di assolversi con unazione generosa. Ah ! che la difesa della regina, che la sua libertà siano loggetto di una tale emulazione! Questi giudici che pronunciano sulla sua sorte sono designati allattenzione dellEuropa; nessun impiego, nessuna funzione estranea alla loro solenne missione può cancellare in loro il carattere di assassini o di liberatori della regina. Siccome loro non sono i rappresentanti della nazione, sono le grida delle tribune di Parigi, o la voce delle loro coscienze, che possono chiamare il voto della Francia. È al terrore che vogliano cedere? È alla virtù che credono obbedire? Ah! Se dessero lesempio di resistere alle passioni del momento, come incatenerebbero, lavvenire! Le possibilità della sorte sarebbero fissate in loro favore; la stima degli uomini, questo bene il cui piacere si moltiplica sotto tante forme in tutti i tempi, in tutti i paesi, si piazzerà tra loro e la disgrazia. Non si chiede loro che disprezzare un pericolo più eclatante che reale. Il popolo francese può essere commosso dal coraggio della virtù, benché, il fanatismo delle opinioni politiche labbia denaturato; allor quando dei repubblicani lo richiameranno ai suoi sentimenti naturali, lo minacceranno con le loro rassegnazioni, sfideranno il suo furore liberandosene senza resistenza, no, non avranno niente da temere! Si potrebbe invidiare la loro morte, se la subissero per salvare una regina innocente; ma loro, ripeto, non avrebbero niente da temere. Popolo francese, non abiurate lultimo resto dei vostri antichi ricordi. Avete già trionfato su eserciti stranieri; già li avete respinti dal territorio francese; volete disonorare lo stesso valore, separandolo da tutte le altre virtù? Se persistete nella vostra crudeltà, se immolate la regina, i vostri allori si appassiranno in mezzo a voi. Non vi ingannate, forse è la distruzione della regalità e degli ordini privilegiati che mette contro di voi la maggior parte dei governi dEuropa; ma ciò che solleva le nazioni, è la barbarie delle vostre proscrizioni. Voi governate con la morte; la forza che manca al vostro governo, la ritrovate nel terrore, e laddove esisteva un trono avete innalzato un patibolo! Ciò che fece la forza dei primi principi della rivoluzione, è il fatto che sembravano un ritorno alle idee naturali. Quale più terribile capovolgimento dei sentimenti innati nel cuore delluomo dellostentazione della crudeltà, di questa eloquenza che non è aiutata che dalla minaccia, di questi giuramenti che non promettono che morte! Nel genere debbrezza in cui si tuffa una rivoluzione, si crede il resto del mondo cambiato come se stesso; ma quando luomo si risveglia e si vede detestato dai suoi simili, qual è la sua sorte! Arbitri della vita della regina, voglio parlare secondo i vostri desideri; vi voglio implorare: siate giusti, siate generosi verso Maria-Antonietta; ma siate ugualmente gelosi della sua gloria: immolandola voi la consacrate per sempre. I vostri nemici vi hanno fatto più male con la loro morte che con la loro vita. Voi eravate i più potenti quando avete iniziato a punire, e se siete stati clementi verso i vostri avversari, è allora che si è potuto crederli colpevoli. Se le possibilità della prosperità ritornasse una seconda volta, se la Providenza, protettrice della libertà, vuole una seconda volta donare alla Francia i mezzi per acquisirla e quelli per farla amare dagli uomini, gli spiriti stanchi per tante scosse crudeli, quali che siano le loro opinioni, quali che siano i loro ricordi, abbracceranno facilmente la più leggera speranza di felicità; il riposo e la pace, ecco forse oggi tutta lambizione dei più abili! Voi disponete della Francia, di questo paese così necessario a coloro che lhanno abitatati. Ah! Se parlate di unione e di sicurezza a tutti i francesi, se rassicurate lEuropa con principi di ordine e di giustizia, voi non prevedete da soli quali sacrifici otterrete. Se siete destinati a terminare per fortuna questa guerra, sperimentate sui vostri cittadini la potenza della generosità; ella si amplia, penetra dove i vostri comandi sono obbligati a fermarsi; e questa generazione che avanza è talmente oppressa dalla sfortuna, che dopo la vita fino alla felicità tutto sembrerà loro un nuovo dono; ma soprattutto salvate la regina, non si potrà sopportare questa nuova catastrofe; temete la forza della disperazione, e che le lacrime del mondo ottengano o dal vostro orgoglio o dalla vostra pietà la salute di questa commovente vittima. Ma perché, mi chiederanno i filosofi di questo tempo, perché il vostro cuore è più commosso per la regina che per tanti altri disgraziati che il corso della rivoluzione ha fatto perire? Sarete tra quelli che piangono un re più di un altro uomo? Si, faccio parte di queste persone; ma non è per la superstizione della regalità, è per il culto sacro della disgrazia. So che il dolore è una sensazione relativa, che si compone di abitudini, di ricordi, di contrasti, del carattere infine, risultato di queste diverse circostanze; e quando la più felice delle donne cade in disgrazia, quando una principessa illustre è lasciata alloltraggio, io misuro la caduta di ogni grado. Infine la regina sarà colpevole, luniverso intero non sinteresserà più al suo destino, dopo lanno in cui ha tanto sofferto, nessun uomo, nessuna associazione di uomini ha il diritto di darle la morte. Questa lunga lista di sofferenze penetra in un oscuro rispetto; la regina doveva perire mille volte sotto tanti colpi ripetuti: la natura, il cielo, salvandola, lhanno dichiarata sacra. Dopo un anno che il segreto più impenetrabile circonda la sua prigione, si sono rubati tutti i dettagli del suo dolore; mille precauzione sono state prese per soffocare le voci: un tale mistero onora il popolo francese. Si è temuta la sua indignazione, dunque si può ancora sperare la sua giustizia. Avrà saputo, questo popolo, +che si porta davanti alla finestra di Maria-Antonietta la testa della sua amica. Ignorando le fatali notizie di questo spaventoso giorno, la si obbliga con un barbaro silenzio, a contemplare per molto tempo i tratti sanguinanti che ella riconosce appena attraverso lorrore e lo spavento. Infine si convince che le hanno presentato i resti sfigurati di colei che morì vittima del suo affetto per lei. Crudeli ordinatori di questa scene! voi che vedete davanti a voi la vostro sfortunata regina pronta a morire di disperazione, sapete allora tutto ciò che doveva soffrire? E i movimenti di un cuore sensibile, questi movimenti che dovevano esservi sconosciuti, li avete appresi per essere più sicuri dei vostri colpi? Durante il processo del re, ogni giorno ingiuriavate la sua famiglia con una nuova amarezza; è uscito due volte prima dellultima, e la regina, ritenuta prigioniera, non poteva venire a sapere né la disposizione degli spiriti né quella dellAssemblea, le disse tre volte addio nellangoscia della morte; infine il giorno senza speranza arriva. Colui che i lacci della disgrazia lo rendevano ancora più caro, il protettore, il garante della sua sorte e di quella dei suoi bambini, questuomo, il cui coraggio e la bontà sembravano aver raddoppiato la forza e il fascino con lavvicinarsi della morte, disse alla sua sposa, alla sua celestiale sorella, ai suoi bambini, un eterno addio; questa disgraziata famiglia volle attaccarsi ai suoi passi, le loro grida furono udite dai vicini della loro dimora, e fu il padre, lo sposo sfortunato che li respingeva. È dopo questultimo sforzo che marcia tranquillamente verso il supplizio, dove la sua costanza ha fatto la gloria della religione e lesempio per luniverso. La sera le porte della prigione non si aprirono più, e questo avvenimento, di cui si parlava in tutto il mondo, cade tutto interamente su due donne sole e disgraziate, e che non erano sostenute che dallattesa della stessa sorte di loro fratello e sposo. Nessun rispetto, nessuna pietà consola la loro miseria; ma raccogliendo tutti i loro sentimenti nel fondo del loro cuore, loro sapranno nutrire il dolore e la fierezza; ciononostante, dolci e calme ai milioni di oltraggi, i loro guardiani si videro obbligati a cambiare senza sosta i soldati appostati a sorvegliarle; scegliendo con cura, per questo incarico, i caratteri più induriti, per paura che individualmente la regina e la sua famiglia potessero riconquistare la nazione che si voleva alienare da loro. Dopo la terribile epoca della morte del re, la regina ha dato, se è stato possibile, delle nuove prove damore verso i suoi figli: durante la malattia di sua figlia, non cè nessun genere di servizi che la sua tenerezza inquieta non abbia voluto prodigarle; sembrava avesse bisogno di contemplare senza sosta gli oggetti che ancora le restavano per ritrovare la forza di vivere, e ciononostante un giorno sono venuti a portare via i suoi figli; linfante, per due volte ventiquattro ore, ha rifiutato di prendere qualsiasi alimento; giudicate cosè sua madre con il sentimento energico e profondo che a questetà già ha inspirato su di lei! Malgrado le sue lacrime, il pericolo della sua giovane vita, si è persistito nel separarli. Ah! Come avete osato, durante la festa del 10 agosto, mettere sulle pietre della Bastiglia delle iscrizioni che consacravano il giusto orrore dei tormenti che si erano sofferti? Le une ? i dolori di una lunga prigionia, le altre lisolamento, la barbara privazione delle ultime risorse; e non credete che queste parole, sono strappati i figli alla madre, divorino tutti i ricordi di cui voi rintracciate la memoria! Ecco il quadro dellanno che questa donna sfortunata ha percorso. E ciononostante esiste ancora; esiste ancora perché ama, perché è madre: ah! Senza questi sacri legami, perdonerebbe coloro che vorrebbero prolungare la sua vita! Ma quando malgrado tanto male vi resta ancora del bene da fare, trascinereste dalla cella al supplizio questa interessante vittima? Guardatela, crudeli! Non per essere disarmati dalla sua bellezza; ma, se le lacrime lhanno appassita, guardatela per contemplare le tracce di un anno di disperazione! Che fareste di più se fosse colpevole? E cosa devono provare i cuori certi della sua innocenza? Mi rivolgo a voi, donne immolate tutte in una madre così tenera, immolate tutte con loltraggio che sarà commessa sulla debolezza, con lannientamento della pietà; è finita per il vostro impero se regna la ferocità, è finita per il vostro destino se le vostre lacrime cadono invano. Difendete la regina con tutte le armi della natura; andate a cercare questo bambino, che perirà se accade che perde colei che lo ha tanto amato; presto sarà anche lui un oggetto importuno, per linesprimibile interesse che tante disgrazie faranno cadere sulla sua testa: ma chiede in ginocchio la grazia di sua madre; linfanzia può pregare, linfanzia signora ancora. Sventura al popolo che avrebbe ascoltato le sue grida invano! Sventura al popolo che non sia né giusto né generoso! Non è a lui che la libertà sarebbe riservata. La speranza delle nazioni, per così lungo tempo legate al destino della Francia, non potrebbe più intravedere nellavvenire alcun avvenimento riparatore da questa desolata generazione. |